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Paludi, torbiere e zone acquitrinose: quali funghi crescono nei terreni umidi
Le paludi, le torbiere e le zone acquitrinose rappresentano alcuni degli ecosistemi più affascinanti e ricchi di biodiversità del nostro pianeta. Questi ambienti, caratterizzati da un'elevata umidità e da condizioni particolari del suolo, ospitano una vasta gamma di specie fungine adattate a prosperare in condizioni estreme. Per gli appassionati di micologia, esplorare questi territori significa scoprire un mondo nascosto dove i funghi sviluppano strategie uniche per sopravvivere e riprodursi. In questo articolo, approfondiremo le caratteristiche di questi ambienti e le specie fungine che li popolano, offrendo una guida dettagliata per riconoscerle e comprendere il loro ruolo ecologico.
Agaricus blazei Himematsutake: un fungo dalle straordinarie proprietà
Agaricus blazei Himematsutake: un fungo dalle straordinarie proprietà
L'Agaricus blazei, noto anche con il nome giapponese di Himematsutake (il "principe dei funghi" o "matsutake della donna"), è una specie che ha attirato l'attenzione della comunità scientifica e dei micofili per le sue peculiari caratteristiche e per le potenziali proprietà benefiche ad essa associate. In questo articolo, esploreremo ogni aspetto di questo fungo, dalla tassonomia alla sua ecologia, dalla composizione biochimica alle applicazioni in campo medico e colturale, senza tralasciare curiosità, ricerche e dati statistici che ne delineano il profilo.
Morte rossa: il fungo che uccide i coralli e minaccia gli oceani
Morte rossa: il fungo che uccide i coralli e minaccia gli oceani
Nel vasto e misterioso regno dei funghi, esistono specie che sfidano l'immaginazione, capaci di comportamenti e impatti che sembrano usciti da un romanzo di fantascienza. Tra queste, un protagonista sinistro e relativamente poco conosciuto sta scrivendo una delle pagine più preoccupanti per la salute dei nostri oceani: il fungo della "morte rossa". Questo patogeno, un vero e proprio killer dei mari, non attacca foreste o animali terrestri, ma prendendo di mira le barriere coralline, gli ecosistemi più biodiversi del pianeta dopo le foreste pluviali tropicali...