Per oltre quattro decenni la stampa 3D ha lavorato quasi esclusivamente con materiali inerti: polimeri derivati dal petrolio, polveri metalliche, resine fotopolimerizzabili, ceramiche tecniche. Oggi qualcosa di profondamente diverso sta uscendo dai laboratori di biotecnologia e dai dipartimenti di ingegneria dei materiali di mezzo mondo. L'ugello di una stampante non deposita più soltanto plastica fusa, ma una pasta viva, biancastra, densa come un impasto per pane, popolata di ife fungine che continuano a crescere dopo la deposizione. È l'inizio di una manifattura che non costruisce oggetti, ma li coltiva.
Immagina di camminare su una pianura costiera nel tardo Siluriano, circa 420 milioni di anni fa. Non ci sono alberi. Non esistono foreste, non esiste il canto degli uccelli, non c'è un solo vertebrato che respiri aria. La vegetazione che ti circonda ti arriva sì e no alla caviglia: minuscole piante vascolari primitive, tappeti di briofite, croste di alghe e cianobatteri che colonizzano il fango umido lungo i corsi d'acqua. E poi, ogni tanto, all'orizzonte, si staglia qualcosa di assurdo: una colonna liscia, affusolata, di colore scuro, larga alla base come il tronco di una quercia secolare e alta fino a otto metri. Non ha rami e non ha foglie. Non ha radici visibili. È semplicemente lì, un monolito biologico che svetta trenta o quaranta volte più in alto di qualunque altra forma di vita terrestre del pianeta. Quel monolito si chiama Prototaxites, ed è probabilmente il fossile Prototaxites, il più sconcertante, più discusso e più affascinante nella storia della paleobotanica.
La guttazione nei funghi è uno spettacolo affascinante che trasforma il micelio e i carpofori in organismi apparentemente senzienti, capaci di "piangere". Questo fenomeno, noto come guttazione, non è una lacrima di tristezza, ma un sofisticato meccanismo fisiologico che rivela l'intima connessione tra il regno fungino e l'ambiente circostante. Per il coltivatore esperto, l'appassionato di micologia o il ricercatore, la guttazione è un segnale, una spia che indica lo stato di salute del micelio, l'efficienza del substrato e le condizioni microclimatiche.