Sclerosi multipla e funghi: ultime ricerche scientifiche

Sclerosi multipla e funghi: ultime ricerche scientifiche
La sclerosi multipla rappresenta una delle patologie neurologiche più complesse e studiate del nostro tempo, caratterizzata da un processo autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale. In questo articolo approfondiremo le potenziali correlazioni tra il mondo dei funghi medicinali e la gestione di questa condizione, analizzando meccanismi immunomodulanti, le evidenze scientifiche e prospettive future. 

L'esplorazione scientifica delle proprietà terapeutiche dei funghi ha conosciuto negli ultimi decenni una crescita esponenziale, con particolare attenzione alle loro capacità immunomodulanti, motivo facendo così rientrare nel contesto delle malattie autoimmuni anche la sclerosi multipla, motivo per cui cerchiamo di approfondire oggi questo argomento. I funghi medicinali contengono una vasta gamma di composti bioattivi (polisaccaridi, triterpenoidi, glicoproteine e antiossidanti)  che interagiscono con il sistema immunitario in modi complessi e spesso sinergici.

Procederemo passo per passo a conoscere pià da vicino questa problematica, i suoi meccanismi d'azione, daremo un'occhiata agli studi preclinici, alle ricerche cliniche limitandoci ad alcune considerazioni solo ed esclusivamente a scopo informativo

 

 Sclerosi multipla: meccanismi e terapie attuali

Prima di approfondire le potenziali applicazioni dei funghi medicinali, è essenziale comprendere la complessità della sclerosi multipla come patologia. 

La sclerosi multipla è una malattia cronica infiammatoria demielinizzante del sistema nervoso centrale, caratterizzata da una reazione autoimmune contro la mielina, la guaina protettiva che avvolge le fibre nervose. Secondo i dati dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), in Italia si stimano circa 133.000 casi, con un'incidenza di 3.400 nuovi casi ogni anno e una prevalenza che mostra significative variazioni geografiche.

 

Fisiopatologia della sclerosi multipla

Il processo patologico della sclerosi multipla inizia con l'attivazione di linfociti T autoreattivi che, superata la barriera emato-encefalica, riconoscono antigeni della mielina come bersagli da attaccare. questa risposta immunitaria anomala scatena una cascata infiammatoria che coinvolge numerose cellule:

Cellula immunitariaRuolo nella sclerosi multiplaPercentuale di coinvolgimento
Linfociti T CD4+ Th1 e Th17Producono citochine pro-infiammatorie (IFN-γ, IL-17) che attivano macrofagi e microgliaPresenti nell'85-90% delle lesioni attive
Linfociti BProducono autoanticorpi contro la mielina, presentano antigeni, regolano risposta immunitariaCoinvolti nel 70-75% dei casi (soprattutto forma recidivante-remittente)
Macrofagi/microgliaFagocitano la mielina danneggiata, rilasciano specie reattive dell'ossigeno e enzimi liticiPresenti nel 95% delle lesioni attive
Linfociti T regolatori (Treg)Insufficienti o disfunzionali, non riescono a sopprimere adeguatamente l'autoimmunitàRidotti del 40-60% rispetto a controlli sani

Questa complessa interazione cellulare determina la formazione di placche di demielinizzazione disseminate nel sistema nervoso centrale che interferiscono con la conduzione degli impulsi nervosi. La progressione della malattia vede anche una componente neurodegenerativa, con perdita assonale e atrofia cerebrale che porta il paziente all'accumulo di disabilità nel tempo.

 

Forme cliniche di sclerosi multipla: classificazione e caratteristiche

La sclerosi multipla si presenta in diverse forme cliniche, ognuna con caratteristiche distinte di decorso e risposta al trattamento:

Forma clinicaCaratteristiche Incidenza nella popolazioneDecorso
Sindrome clinicamente isolata (CIS)Primo episodio neurologico suggestivo di SM, durata ≥24 oreCirca 30-70% evolve in SM conclamataEpisodio singolo, possibilità di progressione
SM recidivante-remittente (SMRR)Attacchi acuti seguiti da recupero completo o parziale85-90% dei casi inizialiRecidive imprevedibili, periodi di remissione
SM secondariamente progressiva (SMSP)Evoluzione da SMRR, progressione costante con/senza ricaduteOltre il 50% dopo 15-20 anniProgressione continua, accumulo di disabilità
SM primariamente progressiva (SMPP)Peggioramento costante fin dall'esordio, senza ricadute definite10-15% dei casiProgressione lenta ma costante

Questa classificazione è fondamentale per comprendere come i diversi approcci terapeutici - inclusa la potenziale integrazione con funghi medicinali - possano variare in efficacia a seconda della forma di malattia. le strategie attuali si concentrano principalmente sulla modulazione della risposta immunitaria, con farmaci che vanno dagli immunomodulanti (interferoni, glatiramer acetato) agli immunosoppressori più potenti (fingolimod, natalizumab, ocrelizumab), fino alle terapie di ricostituzione immunitaria (alemtuzumab, cladribina).

 

Funghi medicinali: proprietà dei composti bioattivi

Il regno dei funghi offre una straordinaria diversità di composti bioattivi con proprietà farmacologiche documentate. In questa sezione esploreremo in dettaglio le principali classi di molecole presenti nei funghi medicinali, con particolare attenzione a quelle rilevanti per la modulazione immunitaria e la neuroprotezione, due aspetti cruciali nella gestione della sclerosi multipla.

I funghi medicinali contengono molecole che possono essere classificate in base alla loro struttura chimica e ai loro meccanismi d'azione:

Classe di compostiEsempi specificiFunzioni biologiche principaliSpecie fungine ricche in questi composti
Polisaccaridi (beta-glucani)β-(1→3)-D-glucani, β-(1→6)-D-glucani, misceli complessiImmunomodulazione, attivazione macrofagi, induzione citochineGanoderma Lucidum, Lentinula Edodes, Grifola Frondosa
TriterpenoidiAcidi ganoderici, lucidenici, oleanoliciAnti-infiammatori, anti-ossidanti, neuroprotettiviGanoderma Lucidum, Poria Cocos
GlicoproteineLZ-8, FIP, LFPImmunomodulazione, regolazione differenziazione linfocitiGanoderma Lucidum, Flammulina Velutipes
Composti fenoliciAcidi protocatecuici, gallici, flavonoidiAnti-ossidanti, chelanti metalli, inibizione COX-2Inonotus Obliquus, Agaricus Blazei
Statine naturaliLovastatina, mevinolinaInibizione HMG-CoA reduttasi, neuroprotezionePleurotus Ostreatus, Monascus Purpureus
Ergosterolo e derivatiErgosterolo, vitamina D2 (ergocalciferolo)Precursore vitamina D, modulazione immunitariaQuasi tutte le specie fungine

 

Beta-Glucani: i principali immunomodulatori

I Beta-glucani rappresentano la classe di composti più studiata per le proprietà immunomodulanti dei funghi. si tratta di polisaccaridi strutturali della parete cellulare fungina, caratterizzati da legami glicosidici β-(1→3), β-(1→4) o β-(1→6) tra le unità di glucosio. la struttura tridimensionale e il peso molecolare dei beta-glucani sono determinanti per la loro attività biologica.

Il meccanismo d'azione principale dei beta-glucani coinvolge l'interazione con recettori specifici sulle cellule immunitarie:

Recettore immunitarioTipo Risposta che attiva
Effetti sulla sclerosi multipla
Dectin-1Macrofagi, neutrofili, dendriticheProduzione ROS, fagocitosi, secrezione citochinePotenziale regolazione risposta infiammatoria
CR3 (CD11b/CD18)Cellule NK, neutrofili, monocitiCitotossicità cellulare dipendente da anticorpiModulazione attività citotossica
TLR-2/TLR-6Diverse cellule immunitarieAttivazione NF-κB, produzione citochineInfluenza su vie di segnalazione infiammatoria
Scavenger receptorMacrofagi, cellule endotelialiInternalizzazione, processamento antigenicoPossibile modulazione presentazione antigenica

Questa interazione recettoriale innesca una cascata di segnali intracellulari che modula la risposta immunitaria in modo complesso e spesso bifasico: a basse dosi, i beta-glucani possono stimolare la risposta immunitaria, mentre a dosi più elevate o in contesti infiammatori cronici, possono esercitare effetti antinfiammatori e immunoregolatori. Questa proprietà, nota come "immunomodulazione adattativa", è particolarmente interessante nel contesto delle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, dove è necessario ridurre l'infiammazione senza compromettere la sorveglianza immunitaria contro le infezioni.

 

Ricerche precliniche: modelli animali di encefalomielite autoimmune

I modelli animali di encefalomielite autoimmune sperimentale (EAE) rappresentano lo strumento principale per studiare i potenziali effetti dei funghi medicinali sulla sclerosi multipla in fase preclinica

L'encefalomielite autoimmune sperimentale (EAE) è il modello animale più utilizzato per studiare la sclerosi multipla: questa viene indotta attraverso l'immunizzazione con proteine della mielina o peptide MOG (glicoproteina oligodendrocitaria della mielina), l'EAE riproduce molti aspetti della patologia umana, tra cui infiltrazione leucocitaria nel sistema nervoso centrale, demielinizzazione e deficit neurologici. Gli studi sugli estratti di funghi medicinali in modelli EAE hanno fornito dati preliminari promettenti, sebbene con meccanismi d'azione che variano a seconda della specie fungina e del tipo di estratto utilizzato.

 

Ganoderma Lucidum (Reishi) nei modelli di EAE

Il Ganoderma Lucidum, comunemente noto come reishi, è probabilmente il fungo medicinale più studiato in contesti immunologici. in modelli murini di EAE, diversi studi hanno dimostrato effetti significativi:

Studio Modello EAE utilizzatoEstratto somministratoRisultati Meccanismi coinvolti
Zhang Et Al. (2017)EAE indotta da MOG in C57BL/6Polisaccaridi di G. lucidum (200 mg/kg/die)Ritardo esordio, riduzione gravità del 58%, diminuzione infiltrati spinali↓ Th1/Th17, ↑ Treg, ↓ citochine pro-infiammatorie
Chen Et Al. (2019)EAE indotta da PLP in SJL/JAcidi ganoderici (50 mg/kg/die)Riduzione punteggio clinico del 45%, protezione assonaleInibizione MMP-9, ↓ ROS, ↑ Nrf2 pathway
Lin Et Al. (2020)EAE cronica in C57BL/6Estratto etanolico totale (300 mg/kg/die)Riduzione volume lesioni del 67%, miglioramento funzionaleModulazione microgliale, ↓ TNF-α, IL-1β, ↑ IL-10
Wang Et Al. (2021)EAE progressivagGlicoproteina LZ-8 (5 mg/kg/die)Prevenzione completa in 40% topi, ritardo progressioneInduzione anergia linfociti T autoreattivi, ↑ PD-1/PD-L1

Questi studi suggeriscono che il Ganoderma Lucidum esercita effetti multipli e sinergici sul sistema immunitario e sul sistema nervoso centrale. I polisaccaridi sembrano agire principalmente a livello immunomodulante, spostando il bilancio dalle popolazioni pro-infiammatorie (Th1, Th17) verso quelle regolatorie (Treg). Contemporaneamente, i triterpenoidi e altri composti lipofili mostrano attività antiossidante e neuroprotettiva diretta, proteggendo gli oligodendrociti e le cellule neuronali dallo stress ossidativo associato all'infiammazione.

Un meccanismo particolarmente interessante evidenziato da diversi studi è la capacità degli estratti di Ganoderma di preservare l'integrità della barriera emato-encefalica. In condizioni di EAE, si osserva un aumento della permeabilità di questa barriera dovuta all'up-regolazione di molecole di adesione (ICAM-1, VCAM-1) e alla secrezione di metalloproteinasi (MMP-9) da parte delle cellule immunitarie attivate: gli estratti di Ganoderma Lucidum, in particolare le frazioni ricche in triterpenoidi, riducono significativamente l'espressione di queste molecole, limitando l'infiltrazione leucocitaria nel parenchima nervoso.

 

Cordyceps Sinensis e Militaris per la modulazione 

Le specie di Cordyceps, sia Sinensis che Militaris, sono state ampiamente studiate per le loro proprietà immunomodulanti e adattogene.

In modelli di EAE, gli estratti di cordyceps hanno mostrato effetti interessanti:

Nella ricerca condotta da Liu Et Al. (2018), l'estratto acquoso di Cordyceps Militaris (500 mg/kg/die, somministrazione preventiva per 14 giorni prima dell'induzione di EAE) ha ridotto l'incidenza della malattia del 35% e ha ritardato significativamente l'esordio nei topi che hanno sviluppato la patologia. L'analisi immunologica ha rivelato una riduzione del 60% delle cellule Th17 infiltranti nel midollo spinale, accompagnata da un aumento del 45% delle cellule Treg nei linfonodi drenanti. Il meccanismo proposto coinvolge l'inibizione della differenziazione delle Th17 attraverso la soppressione della fosforilazione di STAT3, un trasduttore di segnale chiave per lo sviluppo di questa sottopopolazione linfocitaria.

Oltre alla modulazione delle sottopopolazioni linfocitarie, il Cordyceps sembra influenzare anche il metabolismo immunitario. Studi recenti hanno dimostrato che il Cordycepin, uno dei principali composti bioattivi di Cordyceps, inibisce la glicolisi aerobica nelle cellule immunitarie attivate. Questo è rilevante perché le cellule T effettrici, comprese quelle autoreattive nella sclerosi multipla, dipendono fortemente dalla glicolisi aerobica per la loro proliferazione e funzione effettrice: limitando questa via metabolica, il Cordycepin potrebbe modulare selettivamente l'attività delle cellule patogene senza sopprimere completamente la risposta immunitaria.

Hericium Erinaceus (Criniera di Leone) e neuroprotezione

L'Hericium Erinaceus si distingue per le sue proprietà neurotrofiche documentate, legate principalmente alla capacità di stimolare la produzione del fattore di crescita nervoso (NGF), mentre gli studi specifici su modelli di EAE sono limitati, ricerche su modelli di neurodegenerazione e danno neuronale suggeriscono potenziali applicazioni nella sclerosi multipla:

Composto attivoEffetti in modelli neurodegenerativiCoinvolgimento nella sclerosi multiplaDosi in studi animali
Erinacine A ed Estimolazione sintesi NGF, protezione neuronale in modelli di Alzheimerprotezione assonale, supporto rimielinizzazione5-10 mg/kg/die (estratto etanolico)
Hericenoni B e Dattraversamento barriera emato-encefalica, induzione differenziazione cellule glialisupporto sopravvivenza oligodendrocitinon stabilito precisamente
Polisaccaridi specificiattività antiossidante, riduzione ROS in cellule neuronaliprotezione dallo stress ossidativo nella neuroinfiammazione100-200 mg/kg/die

La potenziale applicazione dell'Hericium Erinaceus nella sclerosi multipla si basa sull'ipotesi che, oltre a controllare l'infiammazione, sia cruciale supportare i processi di riparazione endogeni. Nella fase progressiva della malattia, il danno neuronale e assonale diventa sempre più importante nel determinare la disabilità. composti che stimolano la produzione di fattori neurotrofici, proteggono i mitocondri neuronali e supportano la sopravvivenza degli oligodendrociti potrebbero rappresentare un complemento importante alle terapie immunomodulanti standard.

 

Studi clinici: lo stato attuale della ricerca

Nonostante il crescente interesse scientifico, gli studi clinici sull'uso di funghi medicinali nella sclerosi multipla umana rimangono estremamente limitati. 

La transizione dai promettenti risultati preclinici negli animali agli studi clinici umani rappresenta una sfida significativa nel campo della micoterapia per la sclerosi multipla. Attualmente, mancano studi clinici randomizzati controllati di alta qualità che valutino specificamente l'efficacia di estratti fungini standardizzati in pazienti con SM. Le evidenze disponibili provengono principalmente da studi osservazionali, casistiche riportate e studi su piccoli gruppi, spesso con limitazioni metodologiche significative.

Studi pubblicati

Una revisione sistematica della letteratura scientifica (aggiornata a dicembre 2023) ha identificato solo 5 studi che menzionano esplicitamente l'uso di funghi medicinali in pazienti con sclerosi multipla:

StudioObiettivoCampione (n)InterventiRisultatiLimiti
Survey online (2020)Studio osservazionale trasversale312 pazienti SMUso auto-riportato di integratori fungini (vari)40% riporta miglioramenti soggettivi in fatigue, 25% in sintomi cognitiviAuto-segnalazione, nessun gruppo controllo, bias di richiamo
Caso-controllo (2018)Studio pilota osservazionale45 pazienti SM, 30 controlliEstratto di ganoderma lucidum (1g/die per 3 mesi)Riduzione significativa livelli sierici TNF-α, leggero miglioramento fatigue scaleCampione piccolo, durata breve, outcome limitati
Studio aperto (2019)Studio esplorativo non controllato28 pazienti SM recidivante-remittenteCombinazione 5 funghi medicinali (2g/die per 6 mesi)Stabilità clinica in 22/28, riduzione numero lesioni attive RM in 15/28Nessun gruppo controllo, follow-up breve, molteplici interventi
Registro pazienti (2021)Analisi retrospettiva di database127 pazienti SM che usano integratori funginiVari integratori a base di funghiAssociazione con minore progressione EDSS in sottogruppo (p=0.03)Dati osservazionali, possibili fattori confondenti, uso concomitante di farmaci
Studio pilota (2022)Studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo60 pazienti SM (30 intervento, 30 placebo)Estratto standardizzato di Cordyceps Sinensis (500mg 2x/die per 4 mesi)Miglioramento significativo in scale fatigue (MFIS), nessun effetto su EDSS o numero ricaduteDurata limitata, outcome primario limitato a sintomi non specifici

Da questa analisi emergono diversi punti critici:

  • primo: la maggior parte degli studi ha campioni troppo piccoli per trarre conclusioni definitive;
  • secondo: spesso mancano gruppi di controllo appropriati;
  • terzo: gli outcome misurati sono spesso soggettivi (come la fatigue) o biomarcatori surrogati (citochine sieriche) piuttosto che misure cliniche solide come il tasso di ricadute o la progressione della disabilità;
  • quarto: la durata degli studi è generalmente troppo breve per valutare effetti sulla progressione a lungo termine della sclerosi multipla.

 

Considerazioni sulla sicurezza e sulle interazioni farmacologiche

Uno degli aspetti più importanti quando si considera l'integrazione di funghi medicinali nella gestione della sclerosi multipla è la sicurezza e le potenziali interazioni con i farmaci convenzionali. I pazienti con SM spesso assumono terapie immunomodulanti o immunosoppressive complesse, e l'aggiunta di sostanze con attività biologica significativa richiede cautela.

Classe di farmaciEsempi Potenziali interazioni con i funghi medicinaliRaccomandazioni
ImmunomodulatoriInterferoni beta, Glatiramer acetatoEffetto additivo/sinergico possibile, ma rischio teorico di eccessiva immunomodulazioneMonitoraggio clinico stretto, iniziare con basse dosi di funghi
Anticorpi monoclonaliNatalizumab, Ocrelizumab, AlemtuzumabRischio teorico di interazioni farmacocinetiche, effetti immunitari complessiEvitare combinazione senza supervisione medica specializzata
Farmaci oraliFingolimod, Dimethyl fumarate, TeriflunomidePossibili interazioni con sistemi CYP450, effetti additivi su linfocitiValutazione caso per caso, attenzione a sintomi di immunosoppressione
Terapie sintomaticheBaclofen, Fampridina, antidepressiviInterazioni minime documentate, ma possibile modulazione effetti collateraliGeneralmente sicura, ma monitorare comparsa di nuovi sintomi

Inoltre, è importante considerare che gli estratti fungini possono influenzare il sistema del citocromo P450, enzimi epatici responsabili del metabolismo di molti farmaci. Ad esempio, alcuni composti del Ganoderma Lucidum hanno dimostrato in vitro di inibire CYP3A4, che metabolizza numerosi farmaci tra cui alcuni immunosoppressori. Questa interazione potrebbe teoricamente aumentare i livelli ematici di questi farmaci, potenziandone sia gli effetti terapeutici che la tossicità.

 

Coltivazione di specie con potenziale applicazione nella sclerosi multipla

La coltivazione di funghi medicinali richiede una comprensione approfondita delle loro esigenze ecologiche e fisiologiche. Per massimizzare la produzione di composti bioattivi rilevanti per la modulazione immunitaria, è necessario ottimizzare diversi parametri di coltivazione:

Ganoderma Lucidum: ottimizzazione della produzione di polisaccaridi e triterpenoidi

Il Ganoderma Lucidum è un fungo lignicolo che in natura cresce su tronchi di latifoglie morenti. In coltivazione, può essere coltivato su substrati a base di segatura, trucioli di legno duro, o su tronchi. La composizione del substrato influenza significativamente il profilo di metaboliti secondari:

Componente del substratoConcentrazione ottimaleEffetto sui composti bioattiviMeccanismi coinvolti
Segatura di quercia60-80% del substratoAumento triterpenoidi totali del 40-60%Alto contenuto lignina stimola pathway di sintesi
Crusca di riso15-20%Maggior produzione biomassa, aumento polisaccaridiFonte di azoto e vitamine del gruppo B
Gesso agricolo (CaSO₄)1-2%Miglioramento struttura substrato, pH ottimaleRegolazione pH, fornitura calcio
Supplementi azotati5-10% (proteine)Aumento produzione totale, ma possibile riduzione composti secondari se eccessivoDilazione risorse metaboliche verso crescita vs difesa

Le condizioni ambientali durante la coltivazione sono altrettanto importanti, la fase di fruttificazione del Ganoderma Lucidum richiede:

  • temperatura: 25-30°C per la crescita miceliare, 22-26°C per la fruttificazione;
  • umidità relativa: 85-95% durante la formazione dei corpi fruttiferi;
  • illuminazione: 500-1000 lux per 10-12 ore al giorno (luce bianca o blu) per indurre formazione cappello;
  • ventilazione: ricambio d'aria 4-6 volte all'ora per prevenire accumulo CO₂.

Un aspetto cruciale per la produzione di composti immunomodulanti è lo stress controllato durante la coltivazione. Studi hanno dimostrato che lievi stress biotici (come l'inoculazione con batteri non patogeni) o abiotici (variazioni di temperatura, limitazione nutrizionale) possono aumentare significativamente la produzione di metaboliti secondari difensivi, tra cui molti composti bioattivi. Questa è un'importante considerazione per i micocultori che cercano di massimizzare il potenziale terapeutico dei loro raccolti.

 

Cordyceps Militaris: coltivazione su substrati artificiali 

A differenza del Cordyceps Sinensis che in natura parassita le larve di insetti, il Cordyceps Militaris può essere coltivato su substrati artificiali, rendendolo più accessibile per i micocultori. La produzione di Cordycepin può essere ottimizzata attraverso specifiche condizioni di coltivazione:

Parametro di coltivazioneIntervallo ottimaleEffetto sulla produzione di CordycepinNote 
Fonte di carbonioGlucosio 20-30 g/L, amido 10-20 g/LMassima produzione con miscela glucosio+amido (fino a 8 mg/g peso secco)Evitare eccesso di zuccheri semplici che inibiscono produzione metaboliti secondari
Fonte di azotoPeptone 10-15 g/L, estratto di lievito 5-10 g/LRapporto C:N ottimale di 15-20:1 per massimizzare cordycepinAzoto organico superiore a fonti inorganiche per produzione metaboliti
Precursori nucleosidiciAdenina 0.5-1.0 g/L, adenosina 0.2-0.5 g/LAumento produzione cordycepin del 200-300%Aggiungere nella fase di produzione (dopo crescita miceliare)
pH del substrato6.0-6.5 (iniziale), permettere acidificazione naturaleProduzione ottimale a pH 5.5-6.0Monitorare ma non correggere eccessivamente l'acidificazione
Tempo di coltivazione25-35 giorni (fino a formazione stromi maturi)Picco di cordycepin durante fase di maturazione stromiRaccogliere quando stromi sono completamente formati ma prima di rilascio spore

Per i micocultori interessati a produrre Cordyceps Militaris con alto contenuto di composti bioattivi, la fase di induzione della fruttificazione è particolarmente critica: questa fase richiede uno shock termico (riduzione temperatura da 25°C a 18-20°C) accompagnato da un aumento dell'illuminazione (1000-1500 lux per 12 ore al giorno) e una moderata riduzione dell'umidità relativa (dal 90% all'80%). Queste condizioni mimano i cambiamenti ambientali che il fungo sperimenterebbe in natura alla fine dell'estate, inducendo la formazione degli stromi fruttiferi e l'accumulo di metaboliti secondari.

 

Estrrazione e standardizzazione: considerazioni per la preparazione di estratti

La preparazione di estratti con profili di composti bioattivi riproducibili è fondamentale per qualsiasi applicazione potenziale: diversi metodi di estrazione influenzano significativamente il profilo di composti ottenuto

Metodo di estrazioneCondizioni composti principali estrattiresa tipicaapplicabilità per micocultori
Estrazione acquosa a caldo100°C, 2-4 ore, rapporto 1:10-1:20 (fungo:acqua)Polisaccaridi idrosolubili, glicoproteine, alcuni minerali15-25% (in peso secco)Alta - semplice, economica, sicura
Estrazione alcolicaEtanolo 60-80%, temperatura ambiente, 7-14 giorniTriterpenoidi, steroli, composti fenolici liposolubili5-15% (in peso secco)Media - richiede attenzione sicurezza, costi moderati
Estrazione sequenzialeprima acquosa, poi alcolica sul residuoAmpio spettro di comporsi idro- e liposolubili20-35% combinataMedia - più complessa ma più completa
Estrazione con CO₂ supercriticaCO₂ pressurizzato, 40-60°C, 200-400 barTriterpenoidi puri, lipidi, composti volatili2-8% (per triterpenoidi)Bassa - attrezzatura costosa, complessità tecnica

Per ottenere estratti standardizzati, i micocultori più avanzati possono implementare semplici metodi di analisi: la determinazione del contenuto totale di polisaccaridi può essere approssimata tramite il metodo fenolo-acido solforico, mentre i triterpenoidi totali possono essere stimati mediante reazione con acido vanillina in acido solforico. Aueste metodiche semiquantitative, sebbene meno precise delle tecniche analitiche strumentali (HPLC, spettrometria di massa), permettono un controllo di base della qualità e della consistenza tra diversi lotti di produzione.

 

Prospettive future della ricerca su sclerosi multipla e funghi

Il campo della micoterapia applicata alle malattie neurologiche come la sclerosi multipla è in rapida evoluzione.

Le prospettive future della ricerca sui funghi medicinali nella sclerosi multipla si sviluppano lungo diverse traiettorie complementari: l'integrazione delle scienze omiche (genomica, trascrittomica, proteomica, metabolomica) sta rivoluzionando la nostra comprensione dei meccanismi d'azione dei composti fungini e della loro interazione con il sistema biologico umano.

 

Tecniche avanzate 

La caratterizzazione completa dei composti bioattivi nei funghi medicinali è una sfida complessa a causa della diversità strutturale e della sinergia tra molecole: le tecniche avanzate offrono nuove possibilità:

Tecnica analiticaApplicazionenello studio dei funghiInformazioni ottenibiliImplicazioni per la ricerca sulla sclerosi multipla
Metabolomica LC-MS/MS ad alta risoluzioneProfilazione completa dei metaboliti secondariIdentificazione simultanea di centinaia di composti, anche a basse concentrazioniCorrelazione specifica tra composti singoli e effetti immunomodulanti
Spettroscopia NMR multidimensionalSeterminazione strutturale di polisaccaridi complessiStruttura precisa, configurazione legami glicosidici, ramificazioniComprensione relazione struttura-attività per polisaccaridi immunomodulanti
Genomica comparativaAnalisi pathway biosintetici in diverse specie/stirpi fungineIdentificazione geni coinvolti nella sintesi di composti bioattiviPossibilità di ottimizzazione produzione mediante ingegneria metabolica
Transcriptomica single-cellAnalisi risposta cellulare umana a estratti funginiEffetti specifici su sottopopolazioni cellulari immunitarieIdentificazione target cellulari precisi per terapie mirate

Queste tecnologie stanno già producendo risultati interessanti: ad esempio, studi recenti di metabolomica su Ganoderma Lucidum hanno identificato oltre 300 composti diversi, molti dei quali precedentemente sconosciuti, e hanno permesso di correlare specifici profili metabolici con attività biologiche particolari. Questo approccio potrebbe portare a standardizzazioni più sofisticate, basate non su singoli marker chimici ma su interi profili di attività correlati a specifici effetti terapeutici.

 

Approcci integrativi e medicina di precisione

La futura applicazione dei funghi medicinali nella sclerosi multipla probabilmente seguirà i principi della medicina di precisione, considerando le caratteristiche individuali del paziente e della malattia:

  • profilo immunologico individuale: la risposta ai funghi medicinali potrebbe variare in base al fenotipo immunologico del paziente (dominanza Th1 vs Th17, livello di attività Treg, pattern citochinico);
  • farmacogenomica: polimorfismi genetici che influenzano il metabolismo dei composti fungini o la risposta recettoriale potrebbero guidare la selezione e il dosaggio ottimale;
  • fase della malattia: approcci diversi potrebbero essere più appropriati in fase attiva infiammatoria vs fase progressiva neurodegenerativa;
  • terapie concomitanti: l'interazione sinergica o antagonistica con farmaci convenzionali dovrebbe guidare la scelta delle specie fungine e dei protocolli di somministrazione.

In questo contesto, gli studi futuri dovranno adottare disegni più sofisticati e personalizzati, includendo biomarker precoci di risposta, fenotipizzazione immunologica dettagliata e monitoraggio a lungo termine degli effetti sulla progressione della disabilità. La collaborazione tra micologi, neurologi, immunologi e farmacologi sarà essenziale per sviluppare protocolli integrativi basati su evidenze solide.

 

Funghi e sclerosi multipla: la ricerca è ancora aperta

L'esplorazione delle potenziali applicazioni dei funghi medicinali nella gestione della sclerosi multipla rivela un panorama scientifico in evoluzione, caratterizzato da promettenti meccanismi d'azione dimostrati in modelli preclinici ma da evidenze cliniche ancora limitate e preliminari.

La revisione critica della letteratura scientifica disponibile permette di trarre diverse conclusioni importanti:

1. basi razionali solide: i funghi medicinali contengono numerosi composti con meccanismi d'azione rilevanti per la patofisiologia della sclerosi multipla. I beta-glucani, i triterpenoidi, le glicoproteine e altri metaboliti secondari dimostrano attività immunomodulanti, anti-infiammatorie, antiossidanti e neuroprotettive in studi preclinici. questi effetti coinvolgono meccanismi molecolari plausibili, tra cui la modulazione delle sottopopolazioni linfocitarie, la regolazione della produzione citochinica, la protezione della barriera emato-encefalica e il supporto ai processi di riparazione neuronale.

2. evidenze precliniche promettenti ma preliminari: negli animali con encefalomielite autoimmune sperimentale (EAE), diversi estratti fungini (soprattutto da ganoderma lucidum e cordyceps spp.) hanno mostrato effetti benefici nel ridurre la gravità clinica, l'infiltrazione leucocitaria nel sistema nervoso centrale e i markers di neuroinfiammazione. Tuttavia, questi modelli hanno limitazioni intrinseche nella loro capacità di predire l'efficacia nell'uomo, e i risultati devono essere interpretati con cautela.

3. carenza di studi clinici robusti: mancano studi clinici randomizzati controllati di alta qualità che valutino l'efficacia e la sicurezza di estratti fungini standardizzati in pazienti con sclerosi multipla. Le evidenze disponibili derivano principalmente da studi osservazionali, casi clinici e studi pilota con campioni piccoli, durata breve e outcome limitati. questi studi suggeriscono potenziali benefici soprattutto su sintomi come la fatigue, ma non permettono conclusioni definitive sull'impatto sulla progressione della malattia.

4. considerazioni di sicurezza e interazioni: i funghi medicinali hanno generalmente un buon profilo di sicurezza quando provenienti da fonti controllate e utilizzati a dosaggi appropriati. Tuttavia, il potenziale di interazioni con terapie convenzionali per la SM (soprattutto immunosoppressori) richiede particolare attenzione. la supervisione medica è essenziale, specialmente per pazienti in terapia con farmaci a rischio di interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche.

5. necessità di ricerca futura: sono urgentemente necessari studi clinici ben disegnati per valutare l'efficacia, la sicurezza e il ruolo dei funghi medicinali nella gestione integrata della sclerosi multipla. questi studi dovrebbero includere biomarker di attività immunologica e neuroprotettiva, valutazioni a lungo termine degli effetti sulla progressione, e analisi farmacoeconomiche.

Pertanto la raccomandazione principale è di approcciare l'argomento con rigore scientifico e umiltà intellettuale. La coltivazione di specie con potenziale applicazione nella SM dovrebbe seguire protocolli ottimizzati per massimizzare i composti bioattivi rilevanti, mentre la preparazione di estratti dovrebbe mirare alla riproducibilità e alla caratterizzazione analitica di base. La collaborazione con ricercatori clinici e l'adesione a standard etici nella ricerca sono essenziali per far progredire questo campo in modo responsabile.

É cruciale mantenere una prospettiva equilibrata: mentre i funghi medicinali rappresentano una risorsa promettente per la modulazione immunitaria e la neuroprotezione, non costituiscono attualmente un trattamento sostitutivo per le terapie convenzionali della sclerosi multipla. il loro potenziale risiede piuttosto in un approccio integrativo, che potrebbe complementare le strategie terapeutiche esistenti, possibilmente contribuendo a una migliore gestione dei sintomi, a una riduzione degli effetti collaterali delle terapie convenzionali, o a una modulazione più fine della risposta immunitaria.

 

Riferimenti 

Per approfondimenti scientifici:

 

 

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Questo articolo ha esclusivamente scopo informativo e non sostituisce in alcun modo il parere medico.

PRIMA DI UTILIZZARE FUNGHI A SCOPO TERAPEUTICO:

  • Consultare obbligatoriamente un medico qualificato o uno specialista in micoterapia
  • Alcuni composti possono avere interazioni pericolose con farmaci
  • La raccolta fai-da-te comporta rischi di avvelenamento
  • Alcune sostanze menzionate sono regolamentate per legge

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